Coltivare il proprio cibo è l’esperienza più soddisfacente che abbia mai fatto nella vita. Ho viaggiato da sola, ho vissuto in un altro paese (sempre da sola), ho abitato in un caravan con tre cani, un giardino immenso e tante galline, a Samothraki mi sono tuffata in pozze d’acqua delle quali non hanno mai trovato la fine (dei buchi neri insomma), sono andata in giro nuda come mamma m’ha fatta, ho imparato a fare un fuoco per scaldarmi in mezzo al nulla e a tenerlo acceso per tutta la notte, ho creato una collezione di vestiti ecosostenibili e organizzato una sfilata in un solo mese. Ma il senso di realizzazione, la gratitudine e l’immensa gioia che provo quando annaffio e nutro una pianta finché non è matura e mi dà i suoi frutti, quando cammino a piedi nudi nel mio orto e sento la terra umida e fresca sul mio corpo, quando affondo le mani (sì, spesso non indosso i guanti) nella terra e strappo le erbacce non ha eguali, non è paragonabile a nessun’altra esperienza. Non sto scherzando. Quelli fra di voi che hanno la fortuna di coltivare un pezzetto di giardino sanno di cosa sto parlando.

PERCHE’ COLTIVARE? Beh, messa da parte l’estasi emotiva, ci sono ulteriori vantaggi nel coltivare il proprio cibo:

1 Risparmiate soldi.

2 E’ più sano (non contiene prodotti chimici sintetici, a meno che non decidiate di spruzzarceli sopra).

3 E’ cibo fresco che sicuramente avrà un sapore migliore di quello acquistato al supermercato.

4 Si riduce il proprio impatto ambientale e i rifiuti.

Fare del giardinaggio, occuparsi delle proprie piante, è un grande antidepressivo!

6 Potete addirittura vendere la frutta e la verdura che avete in più o scambiarla con i vicini.

7 Potete congelare, conservare, inscatolare ed essiccare il surplus, così da usufruirne durante tutto l’anno.

8 Se avete dei bambini è l’ideale: crescono all’aria aperta, con una consapevolezza maggiore del mondo che li circonda e una buona educazione alimentare.

Ora, capisco che non tutti hanno la possibilità di coltivare una grande varietà di frutta e verdura a causa di mancanza di spazio o tempo o motivazione (soprattutto quest’ultima, ammettiamolo). Ma ci sono delle erbette (i famosi “gusti”) che tutti possono coltivare senza dover trascorrerci su troppo tempo e persino in piccoli spazi, come il davanzale della finestra. Tipo il prezzemolo, il basilico, la maggiorana, la menta, il timo, ecc. Oppure esistono verdure che possono essere benissimo coltivate in vasi (quindi da tenere in balcone) come i pomodori, i peperoni, le carote, l’aglio, la cipolla, i peperoncini, ecc. Che ne dite?

LA MIA ESPERIENZA: quando mi sono trasferita a casa di Ciccio (mio marito), ho subito iniziato ad acquistare fiori e piantine. Abbiamo un piccolo giardinetto e qualche aiuola davanti casa: per me è il paradiso! Ho sempre amato sporcarmi le mani, stare all’aria aperta e prendermi cura delle mie piantine. C’è ancora un gran lavoro da fare e piano piano avremo il giardino dei nostri (ma soprattutto dei miei) sogni. In più, quest’anno, ci sarà Fagiolino con noi e per me è fondamentale che il mio bimbo (o bimba?) cresca nella natura, con una base di educazione alimentare, ami le piante e sappia come curarle. E ovviamente è importantissimo che si sporchi le mani e giochi con il fango e la terra. Tornando al mio orto, ogni primavera metto in terra i miei trapiantini acquistati al vivaio e ogni stagione imparo qualcosa di nuovo (perché quella pianta non mi dà i suoi frutti, o perché qualche altra si ingiallisce, si secca e muore). Ma tutte le estati io e Ciccio mangiamo verdura fresca e super saporita (senza l’aggiunta di sostanze chimiche e imballaggi di plastica e risparmiando un sacco di soldini). Quest’anno per la primissima volta sto seminando, creo i miei germogli: abbiamo una veranda (anche questa piccina), ho preso dei contenitori, il terriccio, ho acquistato i semi e voilà, li sto facendo germogliare in casa. So che non tutti possiedono una veranda né tantomeno una serra. Niente panico: si possono far germogliare le sementi sul davanzale della finestra di casa. Hanno solo bisogno di luce, calore e acqua. Tutto qui. Se poi, come me, ci parlate pure va ancora meglio!

COME SI FA? Ve lo spiego subito.

  • I CONTENITORI. Procuratevi dei piccoli contenitori, meglio se di riciclo o organici perché, ovviamente, sono ecosostenibili. Io, mettendo a soqquadro casa per l’arrivo di Fagiolino, ho trovato dei vecchi bicchierini di plastica. Noi cerchiamo di evitare la plastica, ma quale uso migliore? Li ho già utilizzati per due cicli di germogli. Come contenitori di riciclo vanno benissimo anche quelli delle fragole o delle uova.


  • Utilizzando uno spillo bucate il fondo del bicchiere, se è un contenitore con già dei buchi non sarà necessario. Questo serve a far passare l’acqua perché le piante spesso hanno bisogno di un buon drenaggio e non di essere affogate.

  • Riempite i contenitori con del terriccio (io ne ho acquistato uno universale che, una volta germogliate le sementi, mixerò con del compost fai-da-me). E successivamente fate un buco in centro con il dito (3/4 cm) e posizionateci 2/3 semi, poi ricoprite con un altro po’ di terriccio. Se il contenitore è abbastanza grande potete fare più di un foro (come ho fatto con quello delle fragole).

  • Adesso bagnate la terra (io per non affogare i semi utilizzo uno spray) ed etichettate il contenitore scrivendo il nome della pianta (per sapere esattamente che germoglio sta crescendo, utile quando si trapianterà nell’orto la piantina).

  • Per quanto riguarda i semi: se ne avete già dall’anno precedente ottimo, io, essendo alle prime armi, ho acquistato su Macrolibrarsi.it le mie sementi biologiche e biodinamiche.

Questi sono i miei primi germogli, pomodorini rossi e gialli. Incrocio le dita e spero in un giardino più rigoglioso quest’anno. E voi? Non ci provate?