Ho sempre pensato di non essere la tipa da matrimonio. Sono cresciuta in una famiglia in cui sposarsi e mettere su famiglia è d’obbligo. Da perfetta anarchica-ribelle che sono, potete immaginare quale sia stata la mia reazione.
Ma forse scatta qualcosa dentro di te quando incontri la persona giusta. Quella con la quale hai una perfetta sintonia, riesci a parlare di tutto (ma davvero tutto), ti scanni ma dopo 35 secondi “fate la pace”, riesci ad essere totalmente te stessa.
Forse scatta qualcosa dentro di te quando vedi come ti ama il tuo ometto. Quanto ti ama.

Così il 27 marzo 2016 ho ricevuto un anello con domanda, alla quale ho risposto sì.
Niente romanticismi, tutto nel nostro stile. Ma da allora qualcosa è cambiato. La visione che avevo del matrimonio e di tutto ciò che c’è attorno si è trasformata.

La festa dell’amore. Il nostro amore.
La cerimonia, i festeggiamenti, il banchettare tutti assieme. Così mi piace chiamare il nostro matrimonio. La festa dell’amore.
Organizzandola e vivendola, mi sono avvicinata a questo rito e a ciò che lo circonda.
Ognuno di noi può dare un suo valore al matrimonio. Un suo significato. Per noi, per me, è guardare nella stessa direzione. E’ uno dei tanti step di una grande viaggio. E’ celebrare il nostro amore davanti agli amici più cari e alla famiglia.
Qualcuno mi ha detto che con i soldi che spendi per un matrimonio puoi comprarti una macchina.
Ognuno di noi ha le proprie idee ed i propri valori. Mi sta bene. E quindi io vi dico che di una macchina nuova di zecca non me ne faccio nulla. E che scelgo di andare in uno dei luoghi che preferisco al mondo, al mare, assieme alla persona che preferisco al mondo, il mio quasi marito, celebrare il nostro amore davanti ad amici e parenti, a piedi nudi sulla spiaggia, mangiare souvlaki e bere raki tutti assieme, ballare e cantare. Per me questo ha più senso di una macchina nuova di zecca.

Così, passo dopo passo, mi sono avvicinata agli abiti da sposa. Mi piacciono le linee semplici, il tulle soffice, i colori pastello, i dettagli ed i pizzi ricamati. Adoro lo stile etereo, come quello di una dea greca. E delle sue ninfe.

E’ stato allora che ho deciso di creare “Aethereus”, una collezione di capi unici, realizzati da mani esperte (quelle di Cristina Zoccante e di Tiziana Carpace). Abiti da cerimonia, da sera, da occasioni speciali. E abiti da sposa, spose ribelli, che amano distinguersi. Che amano osare. Che amano sentirsi uniche.

E’ così che è nato l’atelier. Ilaria Luciani Atelier.